Marcatura CE-Macchine

Le macchine sono state regolamentate, in Italia per la prima volta, con il D.P.R.547/55, il quale ha dato una prima svolta concreta sulla sicurezza, in quanto impone al costruttore ed all’utilizzatore di avere sulla macchina specifici dispositivi o svolgere specifiche funzioni.
Con l’uscita del D.P.R. 459/96 si è avuta un’ulteriore svolta nella sicurezza delle macchine, in quanto il costruttore deve garantire che la propria macchina risponde a tutti i requisiti previsti dalle norme europee. Il vero passo avanti inserito in questo decreto, è che il costruttore deve valutare i rischi, qualunque questi siano, ed attuare le sicurezze del caso.

Le Direttive

LE DIRETTIVE

DIRETTIVA BASSA TENSIONE

La Legge del 10 ottobre 1977 n. 791 (recepimento della Direttiva 73/23/CEE) impegna il costruttore di componenti elettrici a dichiarare che il prodotto è conforme alle Leggi della Comunità Economica Europea e più precisamente impone:

Art. 2: il materiale elettrico che rientra nel campo dell’art. 1 può essere posto in commercio solo se – costruito a regola d’arte in materia di sicurezza – non comprometta, in caso di installazione e di manutenzione non difettose e di utilizzazione conforme alla sua destinazione, la sicurezza delle persone, degli animali domestici e dei beni.

Successivamente, il 14 dicembre 1996, è uscito il Decreto Legislativo n. 626 (recepimento della Direttiva 93/68/CEE) il quale ha inoltre disposto che tutti i componenti elettrici devono essere marcati “CE”.

DIRETTIVA COMPATIBILITA’ ELETTROMAGNETICA

Il Decreto Legge 12 novembre 1996 n. 615 (recepimento della Direttiva 93/97/CEE) prevede che qualsiasi apparecchio elettrico debba essere garantito dal costruttore quale elemento inperturbabile ed ed elemento di non disturbo per altri, apponendo per garanzia la marcatura CE.

DIRETTIVA MACCHINE

Il Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459 (recepimento delle Direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE) stabilisce che il costruttore o un suo mandatario di una macchina o di un componente di sicurezza, prima di immettere una macchina sul mercato deve certificare la rispondenza della stessa alle Leggi della Comunità Economica Europea mediante la dichiarazione CE di conformità e l’apposizione sulla macchina della marcatura CE.

Questo decreto stabilisce che alcune tipologie di macchine sono molto pericolose, quelle rientranti nell’allegato IV, pertanto per queste stabilisce che la procedura di certificazione avvenga attraverso un organismo notificato, autorizzato specificatamente per la famiglia di macchine da autorizzare, così da garantire una sicurezza più elevata.

D.P.R. 459-96

Il 6 settembre 1996 è stato pubblicato il D.P.R. 24 Luglio 1996, n. 459, entrato in vigore 22 settembre 1996 denominato Direttiva Macchine ovvero il recepimento delle direttive del Consiglio delle Comunità Europee 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine che sancisce i requisiti essenziali di sicurezza e di salute relativi alla progettazione e alla costruzione delle macchine e dei componenti di sicurezza, inoltre definisce le procedure da applicarsi a tutte le macchine, dove per macchina si intende:

“un insieme di pezzi o di organi, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro … per un’applicazione ben determinata, segnatamente per la trasformazione, il trattamento, lo spostamento e il condizionamento di un materiale” (art. 1, comma 2)

La rispondenza a detta Legge è attestata dal costruttore apponendo sulla macchina una targa su cui è riportata l’apposita scritta nei modi e nelle forme come stabilito nel decreto.

Questo è obbligatorio per la messa in servizio e la libera circolazione delle macchine in Italia e all’interno della Comunità Economica Europea e vale anche per tutte le macchine prodotte nella Comunità Economica Europea che vengono esportate in altri paesi, in quanto la macchina deve sempre soddisfare ai requisiti di legge anche del paese che la produce.

L’ambito di applicazione della direttiva si estende oltre le aziende costruttrici di macchine, infatti l’articolo 4, comma 7 del D.P.R. 459/96 stabilisce che devono essere marcati anche le macchine e i componenti di sicurezza progettati e costruiti per uso proprio.

DOCUMENTAZIONE PREVISTA DAL D.P.R. 459-96

Il decreto stabilisce che per ogni macchina siano elaborati n.2 documenti essenziali:

FASCICOLO TECNICO
Questo fascicolo è fondamentale per la sicurezza, in quanto qui vengono riportate tutte le analisi dei rischi e le misure per eliminare e ridurre i rischi. Nel documento sono riportati i progetti ed i calcoli relativi e proprio per questo motivo è un documento riservato che rimane al costruttore che lo deve tenere a disposizione per 10 anni e solo in caso di specifica richiesta dell’Ente di controllo dovrà metterlo a disposizione per la parte richiesta.

MANUALE DI USO E MANUTENZIONE
Questo manuale è fondamentale per la gestione della macchina, in quanto qui sono riportate le procedure di la messa in opera, taratura, utilizzo, manutenzione e lo smaltimento. In esso sono contenute anche tutte le avvertenze e problematiche che si possono verificare durante la sua vita.

La normativa si preoccupa anche delle macchine già immesse sul mercato o già in servizio prima dell’entrata in vigore di questa nuova legge (21 settembre 1996), imponendo che in caso di modifiche costruttive, chiunque venda, noleggi o conceda in uso o in locazione finanziaria macchine o componenti di sicurezza privi di marcatura CE, deve attestare, sotto la propria responsabilità, che gli stessi sono conformi, al momento della consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria, alla legislazione previgente alla data di entrata in vigore del decreto.
La legge previgente è senza dubbio il D.P.R. 547/55.

Il Decreto Legislativo 4 agosto 1999, n. 359 (attuazione della Direttiva 95/63/CE che modifica la Direttiva 89/655/CEE), relativo ai requisiti minimi di sicurezza e salute per l’uso di attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori, stabilisce all’art. 3 che:
le modifiche apportate alle macchine definite all’articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459, a seguito dell’applicazione delle disposizioni del comma 8-bis, e quelle effettuate per migliorare le condizioni di sicurezza sempre che non comportino modifiche delle modalità di utilizzo e delle prestazioni previste dal costruttore, non configurano immissione sul mercato ai sensi dell’articolo 1, comma 3, secondo periodo, del predetto decreto.

MACCHINE VECCHIE
Con l’entrata in vigore del D.P.R. 459/96 si è creata la psicosi da “macchine vecchie” in quanto innumerevoli consulenti della sicurezza sui luoghi di lavoro hanno consigliato di cambiare le macchine non marcate CE in quanto non in regola con la normativa. Purtroppo questo è un concetto sbagliato, in quanto il D.P.R. 459/96 all’art. 11 comma 1 stabilisce:
“chiunque venda, noleggi o conceda in uso o in locazione finanziaria macchine o componenti di sicurezza già immessi sul mercato o già in servizio alla data di entrata in vigore del presente regolamento e privi della marcatura CE, deve attestare, sotto la propria responsabilità, che gli stessi sono conformi, al momento della consegna a chi acquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria, alla legislazione previgente alla data di entrata in vigore del presente decreto.”

Questo significa semplicemente che per le macchine già immesse sul mercato prima del 21 settembre 1996, debbono solo essere in regola con la normativa previgente (D.P.R. 547/55) e che se vengono vendute, noleggiate o concesse in uso o in locazione finanziaria, lo possono fare a condizione che ci sia un certificato che attesti che la macchina è in regola con la normativa previgente al D.P.R. 459/96.

Si precisa che il il D.P.R. del 24 luglio 1996 n.459 all’art. 11 comma 1 prevede che il venditore, noleggiatore, concessore in uso o in locazione finanziaria, attesti che il macchinario sia conforme alla legislazione previgente allo stesso decreto (quindi rispondenza al D.P.R. 457/55), pertanto la certificare di un macchinario effettuata da un professionista, anche se venga prodotta in asseveramento, non può essere ritenuta sostitutiva di quanto sopra, ma deve essere solo presa come garanzia del certificato da emettere.

Sarà comunque, dovere ed onere dell’utilizzatore inserire il macchinario nella valutazione globale del rischio aziendale, valutando anche la compatibilità tra il macchinario stesso ed il luogo di installazione comprendendo anche le macchine vicine o sull’eventuale linea produttiva, che dovrà essere effettuata nel rispetto di quanto previsto dall’art.4 comma 1 del D.Lgs 626/94.

LA NOSTRA PROPOSTA SPECIFICA
Lo studio, per lo specifico argomento delle “macchine vecchie”, effettua:
– consulenza per l’adeguamento;
– manuali di uso e manutenzione;
– registri di manutenzione;
– certificazione per le macchine adeguate.

D. Lgs. 359/99

DECRETO LEGISLATIVO 4 agosto 1999, n. 359 (attuazione della Direttiva 95/63/CE che modifica la Direttiva 89/655/CEE)

Questo Decreto introduce delle modifiche al testo del D.Lgs 626/94, che corrispondono a delle importanti novità per i luoghi di lavoro in quanto:

1) prevede che tutte le operazioni di sollevamento siano correttamente progettate nonché adeguatamente controllate ed eseguite al fine di tutelare la sicurezza dei lavoratori.

2) Il datore di lavoro deve provvedere affinché le attrezzature di seguito elencate (all’allegato XIV), siano sottoposte a verifiche di prima installazione o di successiva installazione e a verifiche periodiche o eccezionali, al fine di assicurarne l’installazione corretta e il buon funzionamento.

Attrezzature da sottoporre a verifica:

1) scale aeree ad inclinazione variabile;
2) ponti mobili sviluppabili su carro;
3) ponti sospesi muniti di argano;
4) idroestrattori centrifughi con diametro esterno del paniere 450 cm;
5) funi e catene di impianti ed apparecchi di sollevamento;
6) funi e catene di impianti ed apparecchi di trazione;
7) gru e apparecchi di sollevamento di portata4 200 kg;
8) organi di trazione, di attacco e dispositivi di sicurezza dei piani inclinati;
9) macchine e attrezzature per la lavorazione di esplosivi;
10) elementi di ponteggio;
11) ponteggi metallici fissi;
12) argani dei ponti sospesi;
13) funi dei ponti sospesi;
14) armature degli scavi;
15) freni dei locomotori;
16) micce;
17) materiali recuperati da costruzioni sceniche;
18) opere sceniche;
19) riflettori e batterie di accumulatori mobili;
20) teleferiche private;
21) elevatori trasferibili;
22) ponteggi sospesi motorizzati;
23) funi dei ponteggi sospesi motorizzati;
24) ascensori e montacarichi in servizio privato;
25) apparecchi a pressione semplici;
26) apparecchi a pressione di gas;
27) generatori e recipienti di vapore d’acqua;
28) generatori e recipienti di liquidi surriscaldati;
29) forni per oli minerali;
30) generatori di calore per impianti di riscaldamento ad acqua calda;
31) recipienti per trasporto di gas compressi, liquefatti e disciolti.

Queste sono solo le principali novità, per la versione integrale vedere il testo di legge stampato sulla Gazzetta Ufficiale.

La Nostra Proposta

LA NOSTRA PROPOSTA

Per l’ottemperanza alla Direttiva Macchine lo Studio Tecnico Bielettro offre una consulenza esperta, con i seguenti servizi:

  • Analisi dei rischi.Individuazione delle non conformità rispetto ai requisiti essenziali della direttiva (allegato I) ed alle norme applicabili (UNI EN 292 CEI EN 60204-1 ed altre).

  • Assistenza per la redazione del “Fascicolo Tecnico.

  • Esame della documentazione, manuali, disegni, schemi, ecc, per verificarne la conformità con quanto richiesto dalla direttiva e collaborazione per eventuali manuali mancanti.

  • Stesura della manualistica operativa.

  • Esecuzione delle prove necessarie per dimostrare la conformità delle macchine (rilevazione del rumore aereo e prove elettriche).

  • Misurazione delle vibrazioni.

  • Assistenza per la certificazione delle macchine comprese nell’allegato IV della direttiva presso qualsiasi ente notificato.